A casa

Ho passato una notte da incubo, tra brividi, sudori, tremori, dolori da tutte le parti, allucinazioni e fughe sulla tazza del cesso, (almeno 6 ne ho contate). E meno male che il giorno prima non avevo mangiato niente sennò sulla tazza ci rimanevo secco!

Sono uscito dalla camera che ero un ectoplasma, era l’una ormai, e la vecchia ha sgranato gli occhi e subito mi ha chiesto “chai?”
Io, senza neanche sapere cosa fosse, ho accettato e mi sono messo su una sedia ad aspettare, dopo pochi minuti si è presentata con una bella tazza di the nero, con un profumo così intenso che si sentiva da lontano. Ve lo giuro, il the più buono che abbia mai bevuto! Sante circostanze rendono sempre le cose più buone di quelle che sono: in fondo siamo noi che decidiamo se una cosa è buona o no.
Mentre sorseggiavo la bevanda ristoratrice, mi sono messo sull’amaca nel cortiletto, a gordermi il pigolare di una decina di polletti e a guardare questa anziana signora intenta nei lavori domestici.
Sono rimasto su quell’amaca fino alle 5, tra una lettura, un saluto ai curiosi di passaggio e qualche sonnellino, fino a quando a svegliarmi definitivamente c’ha pensato un ranocchio che mi è caduto dritto sul petto, facendomi prendere una sincope.
Ma i ranocchi vivono sugli alberi? Questa non la sapevo! Ne ho avuto conferma più tardi, quando ne ho visti cadere altri tre o quattro.


Poco dopo è arrivata la ragazza della sera prima, con il motorino e un bambinetto sorridente, tutto in divisa e con un borsone più grande di lui, che subito mi ha salutato, si è svestito ed è scappato non si sa dove, dopo aver confabulato con la signora anziana (penso abbia chiesto il permesso).
Poi è tornata anche la sorellina con la sua divisa da scolaretta, bella come il sole, e tutta timida si è andata subito a nascondere tra le vesti della signora.
Un quadretto che le parole armonia e serenità da sole non riuscirebbero a disegnare, bisognerebbe unirle… che ne so, provo: serermonia. No, non va.. oppure, boh che ne so, trovarne una più consona, ma non ne sono capace.

 

Deciso di non muovermi da lì per tutto il giorno, ho cacciato il pc e mi sono messo a scrivere. Gli occhi del bimbetto si sono illuminati. Non so se ne abbia mai usato uno, ma ha sentito il richiamo e mi si è messo vicino come una scimmietta curiosa: mi ha chiesto cosa fosse ogni icona, anche quella del cestino. Dopo avergli spiegato ogni disegnino, gli ho fatto vedere tutte le foto del viaggio, anche quelle di Londra, e poi gli ho lasciato lo scettro con il Paint e mi sono messo a chiacchierare con la ragazza.

A quanto pare è un’insegnante, ha questi due splendidi figli e vive con la mamma. Del marito non ho chiesto, non mi sembra una domanda da fare e poi non mi interessa. Anche se la sera si sente che parla al telefono in camera con una voce di uomo.

Insomma un bel posticino tranquillo…. Anche se i clacson e le cornacchie ci sono sempre, il mare fino ad ora è il piu bello tra tutte le spiaggette che ho incontrato, l’acqua calda, le onde… uno spettacolo!
E poi in spiaggia veramente è un deserto, non incontri nessuno nel raggio di un chilometro, è senza tempo.
Io poi mi sento molto meglio, ho riniziato a mangiare, mi sono anche quasi del tutto tolto l’abbronzatura da cafone, anzi da motociclista scamiciato, insomma mi sono ricaricato un po’.
La sento questa energia, mi si accumula alla base della nuca e allora mi viene un formicolio, inizio ad agitarmi: mi sa che è ora di concludere un capitolo.

Andiamo a Goa.

12 pensieri su “A casa

  1. Grande Guillo!
    Ti seguo con grande curiosità … continua a scrivere.
    Sai che Guido Jump è un app? Magari ero il solo a nn saperlo ….. Guido Jump by John Adey is for all those Guidos and Guidettes out there who like to play iPhone and iTouch games.

  2. guido…finalmente eccomi a scriverti….sono orgogliosa di te…mi commuove saperti lì…..non ho mai avuto dubbi sulla grandezza del tuo essere…(ho dei rimpianti…ma sono felice di aver avuto l’ opportunità di conoscerti) ti voglio bene…in bocca al lupo

  3. ricevuto il messaggio, mi si è scaricato il telefonino!!! L’india è cara da chiamare… ciao e fatti risentire , io sono in pensione e giriamo tra la grecia e la spagna.

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