Il cibo

Chi mi conosce lo sa: non ho mai avuto problemi di peso. Sono stato grasso, ma fino all’eta di un anno; poi, quando ero piccolo, mia nonna e le mie zie si dovevano inventare di tutto per farmi mangiare. Quanti aerei e quanti “se te lo mangi tutto”…
Quando c’era la frittata, la masticavo e la masticavo fino a ridurla una poltiglia, ricordo ancora il sapore, e la tenevo in bocca fino a quando non ero riuscito a ficcarcela tutta per poi andarla a sputare in bagno, non appena avevo il permesso di alzarmi.
Una volta il bagno era occupato, mia nonna abitava sul Corso di Ortona, dove tutti andavano a fare lo “struscio”, e non trovando altro luogo dove liberarmi, pieno come un tacchino, ho sputato tutto dal balcone, per poi accorgermi che proprio sotto c’era un pò di gente. Sono stato accucciato sotto la ringhiera per un quarto d’ora prima di rientrare in casa, ascoltando tutti gli insulti, che mi meritavo.
Insomma io ero quello della pasta al burro, o della coscetta di pollo, o dell’insalata senza aceto.
Per i condimenti e per le cucine troppo elaborate non ho mai tifato.
(Sempre pescando dal mio passato: passati gli anni della prima infanzia, dopo pranzo non vedevo l’ora di buttarmi sul divano per quella mezz’ora in cui mia mamma non rompeva le balle con i compiti, perché c’era “Il mondo di Quark”. Ci sono cresciuto. E non solo con Piero Angela, ma con tutti i tipi di documentari possibili. Penso che gran parte di quello
che ho imparato non sia stato grazie alla scuola, ma alla televisione.)

Comunque è sempre stata la stessa cosa per tutte le bestie del creato: procurarsi il cibo per sopravvivere per fare poi un gran casino e sprecare tutte le energie pur di accoppiarsi. E tutte queste povere bestie non è che si mettono a cucinare, no! Il loro alimento se lo
procacciano e se lo mangiano, così com’è, dai tempi dei tempi. E per me il cibo è stato sempre un fatto di fame.
Non dico che non mi piacciano tutte le delizie della nostra cucina, anzi, ma negli anni ho iniziato a semplificare sempre di più la mia alimentazione.
La carne mi piace alla brace, bandito il sale, non ci metto neanche più il filo d’olio d’oliva extra vergine: la voglio così com’è; e se me la cuoci poco sono ancora più contento.
O il pomodoro d’estate: a me piace mangiarlo come una mela, a moccicate.
Negli anni, per la mia famosa pasta al tonno, che per molti è con il pomodoro ma per me è rigorosamente in bianco, il tonno non la faccio neanche più soffriggere: lo metto così, a crudo, con al massimo due capperi.
Mi sono sempre immaginato ignudo sull’isoletta o nella foresta a squartare la malcapitata vittima direttamente con i denti. Come tutti gli altri animali.

Ma questo è il paese delle spezie, da non si sa quanto tempo i nostri naviganti vengono qui a rifornirsi.
Ce ne sono infinite e la cosa che ti spiazza è che ce le mettono tutte insieme.
Ed alcune hanno odori e sapori che noi riconosciamo come essenza di un detersivo. Provate voi a mangiare il riso al Mastrolindo con fagiolini alla lavanda!
Ti senti una lavastoviglie!
E poi il peperoncino. Ma non stava in America?
Com’è che è diventato come il prezzemolo per noi?
È ovunque e sempre. Al mattino ti maledici sempre.

Qualche giorno fa, ho ordinato del riso in bianco e due uova sode: con il cameriere è stata una lotta. “Sì, solo questo. Sto male, non posso mangiare altro. Please, with nothing. No spice.”
Lui, presa l’ordinazione, dopo poco è tornato per la conferma: “Sì, voglio solo riso in bianco e uova sode.”
Pensavo fosse finita lì, ma ad un certo punto dalla cucina è uscito il cuoco ed è venuto da me, forse per guardare in faccia l’alieno col mal di pancia, e io, quasi piangendo, “Per favore, dammi solo quello che ti ho chiesto, ti prego, ti pago il triplo, lavo anche i piatti, ma
dammi solo riso e uova.”
Ok, sembra aver capito.. Anche se si vedeva che non era d’accordo.
Ed infatti le uova sono arrivate tagliate in due con uno spesso strato di pepe e paprica.
Vabbè, sono io che non mi sono fatto capire, ma mo gliele posso rimandare indietro?
E che dovevo fare? Le ho ripulite e le ho inghiottite senza neanche masticarle. Almeno il mal di pancia è passato.

Altra cosa sul cibo indiano: qui si frigge tutto e sennò si soffrigge, nei loro bei pentoloni incozzicati da quintali di olio di non si sa quale natura. Però il risultato è notevole!
Poi hanno una miriade di snack, che se vuoi puoi andarci avanti tutto il giorno, senza mai mangiare la stessa cosa.
E poi, nelle loro care bustine, hanno tutti i tipi di semini tostati, che da noi te li sogni.
Dà più gusto mangiare per strada che seduti al ristorante, anche se capita spesso
che il carretto delle delizie attiri bestie di ogni tipo.
L’ultima che mi è capitata, ad Hyderebad, città da 6 milioni di anime, capitale di uno dei tanti stati indiani, l’Andra Pradesh: stavo con il mio bel piattino di spaghetti di riso saltati,
con la solita quantita imbarazzante di verdurine e spezie, e mentre me lo gustavo sento sulla punta dell’alluce due manine che tirano, come se un nanetto volesse attirare la mia attenzione muovendomi il dito.
Non era un nanetto, ma Splinter (ricordate il maestro delle Tartarughe Ninja?), con tanto di spada da samurai sulla schiena, che richiedeva la sua parte.
Non so come, ma sono rimasto paralizzato dalla scena, e l’ho guardato sbarrando gli occhi. E lui mi ha fatto una faccia tipo “Sì, lo so che sono un lurido topo di fogna, ma c’ho una fame…”. Poi ha abbassato la testa un po’ deluso, forse offeso, ed è sparito in un buco.

Comunque piano piano le provo tutte, anche se avrei bisogno di più tempo…

6 pensieri su “Il cibo

  1. ma guarda che roba.. il particolare dello sputazzo sul corso non lo conoscevo…. però i savoiardi con il latte sono stati una risorsa per te…ricordi????
    torna a casa guido….

  2. Ma non ero io quella del “bauletto”??? Ti capisco in pieno… Comunque vai avanti, sei forte!!!
    Auguroni di buon Natale e ti mando come un mantra MARANATHA’.

  3. ….sempre più stupita…leggo con attenzione e piacere ciò ke racconti…….prometti però ke quando tornerai il tonno….lo passerai in padella prima di condirci la pasta….ricordo quel triste piatto di rigatoni scolati con su una scatoletta di tonno…quasi con tutta la latta…(volevi anke ke assaggiassi)….a guì…e dai???….ti abbraccio…buon proseguimento….ti seguirò da qui…..

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