Fino a mo tutto apposto

Benvenuto nel Bastar!

Ok, ci avevo pensato alla possibilità di andare a rintanarmi nella zona calda…

Una piccola paura – no, che dico? un.. boh – che andavo a finire in mano ai terroristi, e poi scoprire che non sono terroristi, ma la pensano solo al contrario. Chhattisgarh. Jagdalpur. Bastar. A quanto pare sono finito in una zona delicata.

La chiamano Bastar ed ha qualche problema con il governo centrale, infatti c’è un gruppo diterroristi chiamati Naxilisti, che sono il pretesto per tenere tutti “segregati” per la paura (giusto qualche posto di blocco all’indiana maniera).
La citta è di un tranquillo che ti fa pensare di non essere in India, le persone che vedo hanno gli stessi colori ma senza contrasto, sembra di stare in Svizzera.
Il tenore di vita è alto e non c’è sovrappopolazione, cosa che non ha niente a che fare con l’India.
In tv non si prendono satelliti e Google Earth non dà informazioni precise. Pare che ci sia un progetto, di quelli da CIA, che sta proprio sotto il culo degli abitanti.
Sono in una città che, a quanto pare, il classico turista non vede, perchè sulla Lonely Planet non c’è scritto nulla, è difficile da raggiungere e ti mette di fronte ad un interrogativo: Che ci vado a fare?
Questa è una domanda che ha più risposte, ed fa scaturire tante altre domande per chiarire, come “Che cosa stai cercando?”
Ed io a questa non ho mai saputo rispondere, fino ad ora.

Fino ad ora!
Io voglio sapere che succede, ecco che voglio!
Con la scusa di salvaguardare le popolazioni locali, stanno a fare una nuova Area51 sotto il culo di questi ignari. Il tutto condito con la paura naxilista, il coprifuoco e una gioventù con grandi possibilità. Mi interessa la cosa. Vediamo cosa succede.

Ho deciso di passare qui il Natale. Sono stato invitato a passare le feste con loro: una decina di ragazzi, tutti tra i 24 e i 28 anni. Un bel mix di culture: due sikh, due indu, un baba krisna e vari cristiani (da questi l’invito).

Ieri mentre passeggiavo per il mercatino, ho visto una faccia familiare, ma no, che
dico una? due: i fratelli Michetti, bubu e italo… uguali! e mi sono seduto al loro chioschetto per un the e da lì è iniziato tutto, un andirivieni di clienti e di amici.
Tra l’altro era domenica e stavano tutti al cazzeggio, così sono stato invitato ad una partita di calcio (da italiano non mi sono potuto rifiutare).

Preso l’appuntamento, ho continuato il mio giretto e, al mercato, mi sono imbattuto in due signore che, tranquillamente, come articolo presentano mucchietti di formiche rosse brulicanti. Se la ridevano le signore, una delle due me le tirava addosso, ma non ho accettato la sfida, cosa che mi ha segnato. E che fa? io, il curdo, mi faccio spaventare da un mucchietto di animaletti (assatanati)? Uno di questi giorni accetto, così gli faccio vedere io che bestia sono. Ai loro occhi sarò parso come un frocietto dell’ovest…

Arrivato alla partita uno dei due sikh, lo chiamo Big Bros (il nome ancora l’ho decifrato bene, come quello di molti altri, gli unici che mi ricordo sono i tre baba della
comitiva, usano baba come soprannome, guarda caso), come mi ha visto ha detto: “You are my friend…”, e mi ha proposto di fare un giro in città sulla sua poderosa Royal Enfield, una moto degli anni quaranta, con tecnologia tedesca, fabbricata dagli inglesi e mai mandata in pensione perchè è un gioiello. Qui è considerata alla stregua della più grossa delle Harley Davidson, o di una Yamaha da 20000 euro.
Di primo acchito ho rifiutato, per via delle non piacevoli esperienze avute in precedenza. Così ci siamo accontentati di guardare insieme l’unica partita di calcio vista qui in India. Roba da far rabbrividire il caro Morelli, già lo vedevo lì a strillare “Stoppa sta palla! Salite! Crossa, ndundì!”.. ma qui non si strilla, l’allenatore era invisibile, facevano un po’ tutti quello che volevano.
Finita ai rigori, dopo il due a due, abbiamo vinto 6 a 5, e dico ‘abbiamo’ perchè quello che mi ha invitato giocava con gli arancioni.

È un posto strano questo, diverso da tutti gli altri che ho visto fin’ora.
Sì, i clacson ci sono, ma c’è una calma che fino ad ora non avevo mai percepito.
E le strade non sono intasate come al solito, e pure al mercato non c’è il solito bordello a cui sono stato abituato.

Comunque, dopo la partita, ho accettato l’invito per il giro turistico in groppa alla mitica Royal con il sikh gigante.
Non so perchè, forse per la presenza di molti cristiani, qui si sente l’aria natalizia, non dico che ci sono gli addobbi natalizi, ma “l’aria di casa”.
Ci siamo presi uno snack, samosa e ………. (altro nome che devo approfondire), finalmente un dolce, e da paura pure, di quei dolci che ti fanno venire il diabete solo a guardarli, finalmente!
Poi per pagare, neanche a pensarci, sono l’ospite, è vietato.

Dopo di che, abbiamo raggiunto gli altri in mezzo alle campagne, abbiamo attraversato un ponte sul fiume percorribile solo dalle moto e un fuoco da lontano ci ha guidato fino al gruppetto di ragazzi che ci ha accolto con un bel cilotto di quest’erbetta leggera che producono loro. E lì il cerchio si è chiuso.

Per oggi ho vari appuntamenti e uno di loro mi ha proposto di vedere cosa fanno nella loro chiesa. Questo perchè ieri sera ho iniziato a sproloquiare sulla chiesa romana e
su quanto sia manipolata da poteri e politica.
E come fai a sentire la sacralità di un luogo deputato al culto, di qualsiasi credo. Gli spiegavo che, per me, tutte le religioni hanno una verità da insegnare; poi cambiano i riti e le usanze, ma quelle sono dettate più dalle tradizioni locali che da una linea di condotta generale di una particolare chiesa.

Ora mi si prospettano varie gite qui intorno.

9 pensieri su “Fino a mo tutto apposto

  1. ci abbiamo messo un pò a riconoscerti nella foto!la famiglia Michetti, i suoi piccoli cloni con tutto il chioschetto ti augura buon Natale e statt’attento a non parlare troppo male della chiesa che quelli t’accoppano e ti fanno pure sparì!!!tanti baci

  2. Caro Guido, ti seguiamo praticamente tutti i giorni. Le tue descrizioni e le tue peripezie ci fanno immaginare e vedere un mondo lontano che poi cosi lontano non è. Tanti auguri di buon Natale!! Mi raccomando a te (Senti la voce squillante di Erminia?!) e occhio alle zaccagnate (da parte del tuo ex boss, meglio conosciuto come colui che fà i bonifici senza essere ringraziato,……..prego!!). Ciao Guì (da parte di Cristina e Francesca)

  3. Ngulo a Gui’, belle storie! Buon Natale, ma soprattutto buon proseguimento. E sappi che sei indubbiamente il più brutto nella foto, i Michetti sembrano dei gran signori in confronto. Un mondo di bene frate’

  4. vorrei proprio sentirti, in inglese a sproloquiare della chiesa romana…frocetto dell’ ovest!!!!
    oh ma ce la fai ad arrivare a calcutta ?????

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