A pranzo con Agim

Mi ha portato in una bettolina che io non avrei neanche considerato: cassa all’entrata, due file di panchette e il televisore con il cricket a tutto volume. I tavoli sembravano tutti occupati, quando Agim mi fa segno di sedermi davanti ad un altro ragazzo, non sapevo che si dividessero i tavoli, come alle sagre.
Ho detto di ordinare per due, quello che voleva, mi ha assicurato che la sua scelta era la migliore.
Per prima cosa ci hanno portato una ciotola d’acqua, che, manco a dirvi, ho rifiutato con garbo, memento dei consigli da viaggiatore; poi è arrivato il piatto, di ferro, con un pirana fritto, o almeno quella era la forma, una ciotola di riso, una scrippella e varie salsette. Il tutto senza posate naturalmente.
Allora ho aspettato un attimo, per sbirciare la maniera in cui avrei dovuto comporre il pasto.

Per primo si stacca un pezzetto di scrippella, la si arrotola ad un pezzetto di pesce e si intinge in una delle salsette. Fin qui tutto bene. Finiti pesce e scrippella, si versa la ciotola di riso nel piatto e si condisce con le salsette restanti. E qui viene il bello: come si mescola e si porta alla bocca? Ma con le mani naturalmente!
E vi voglio vede a voi a mangia il riso con le mani, immaginate me, con tanto di barba, che casino ho potuto combinare? Il tizio davanti a me a stento si tratteneva dal ridere, mentre Agim, spudorato, si sbellicava.
Solo guardando ho capito che oltre al mestiere ci vuole anche la tecnica giusta: bisogna fare dei mucchietti e compattarli bene per poi portarli alla bocca. E il tutto solo con la mano destra, la sinistra te la devi tagliare, quella mai, con quella ci si fanno le cose brutte. Detto questo il risultato è che alla fine ero più sporco dell’india.
A quel punto mi sono chiesto “e ora dove cazzo mi pulisco? (caro jeans mi sa che ti devi sacrificare anche questa volta, in fondo ne hai viste tante)” e Agim, mio maestro, mi ha portato in fondo alla sala, dove c’è apposta un lavabo con saponetta e straccio per asciugarsi.
A quel punto ho detto “io mangio di solito almeno con la forchetta”

“if you tell me!”

12 pensieri su “A pranzo con Agim

  1. Ahahah Guì, m’hai fatto schiattare!
    pensare a te e al ragazzino che cercate di comunicare è già comico, ma così.. tra la moto e il riso in faccia ahahah
    cmq fuga da bombay proprio da copione! vogliamo le foto della motoretta indiana, mi raccomando!
    b.

  2. voto 9 a te ma 10 se lo merita Agim per quel if you tell me finale ….
    Agim già lo amiamo, con te fino a calcutta o almeno inventati un agim immaginario….
    ma na foto di agim????

    take care !

  3. Fantastico Dottore! Sono orgogliosa di Te..e poi…Agim ha un nome tanto famigliare, che mi ha fatto tenerezza dall’inizio..
    Manda piú foto!
    un bacio forte!

  4. Guì ma sei fantastico!!!… mi sa che hai trovato il posto giusto per te… riesci a sembrare addirittura il più pulito!… manda le foto anche a noi…

  5. GUIDO, SONO COMMOSSO, ORGOGLIOSO E COMPIACIUTO. NGULO CMQ! DELLA SERIE: ………………….. HO VOLUTO LA BICICLETTA, MO PEDALO! TI SEGUIREMO IN TUTTO IL MONDO!!!!!!!! IN BOCCA AL LUPO E SPACCA LA INDIA.

  6. ciao bestia ce l’hai fatta a scappare via e…….penso che hai trovato il tuo habitat naturale, mi e’dispiaciuto non salutarti ma sai ke le circostanze nn lo hanno permesso……sei un grande dotto’ ti scrivo………….ciao bestia

  7. …..devo dire che è davvero piacevole leggere i tuoi racconti!!
    Ti auguro di fare altre mille esperienze così interessanti!!
    Buon tour, un abbraccio

  8. Solo ora abbiamo scoperto il tuo blog e ci sentiamo molto più tranquilli così ti possiamo “tenere d’occhio”, sai, pensieri di mammina!!!!
    I pensieri di mammina sono di mia moglie, acciaccali tutti con la tua hondina,
    sono stato in india 4 ore di cui 2 in macchina e mi sono cacato sotto, vendicami!!!

    • ahahah! bella coppia, voi due..
      muoio se vi vedo in moto uno accanto all’altro!
      Già che ci state, se tornando a Bombay doveste incontrare una certa sceneis, jaliss, cheyenne… fatemi sapere!
      :D

      b.

Rispondi a enrico Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *