Purtroppo non mi sono comprato una Vespa, anzi meno male sennò col …. che uscivo vivo da Bombay!
E’ una Hero Honda Karisma, spacciata per un 190 ma sulla carena c’è un bel “225 Sport” fiammante. Non so neanche che velocità potrebbe raggiungere, perché non funziona il contachilometri e poi ho il terrore di tirarla: per lei, ma soprattutto per le strade…
Ho deciso di andarmene da Bombay, forse non l’ho capita, anzi, togliamo il ‘forse’: non l’ho capita o non sono ancora pronto, o sono stufo di non potermi appoggiare da nessuna parte, di non potermi sedere sul marciapiede (perchè chissà chi è il padrone di quel salotto, potrebbe offendersi, essere ospitale…), di quelle facce nere, quegli occhi di chi mangia niente, l’odore di spazzatura al sole, di copertoni bruciati, lo smog, quello vero poi..
Ma soprattutto ho deciso di andarmene per la sensazione di panico che ti viene pensando che se ti metti a correre a tutta velocità, ne esci tra tre giorni. Ed esci e c’è l’industria piu pesante, di quelle post-nucleari, fatta di ferro, sole, polverone e deserto, e devi sperare di essere recuperato da Ken Shiro sennò so’ cazzi!
Me ne voglio andare al mare.
Così ho preso il borsone e sono partito. Ho salutato il povero Agim (doveva succedere…) e sono saltato in sella, con la bussola e la mappa in testa.
Per uscire dalla città ci ho messo 5 ore. Per prendere un cazzo di ponte che mi avrebbe portato sull’“autostrada”, mi sono andato a ficcare dritto dritto nelle borgate più infime, ho visto tutto quello che si può vedere ai margini: distese di baracche, fogne a cielo aperto.. e tutto quello che si racconta.
Non ho avuto il coraggio di fare neanche una foto, quello che ho visto è descritto benissimo da tanti, ma io non ci sono proprio riuscito. I sorrisi, le comiche e tutto il bello sì, ma le cose brutte non vanno fotografate, bisogna sporcarsi le mani per quello spettacolo, non si può stare seduti in poltrona e dire “ooh poverini”. Bisogna sentire la puzza, sennò non vale.
Poi ho forato, ma non è stato un problema: a quanto pare la cosa è molto facile che capiti e quasi ad ogni angolo ci sono gommisti o meccanici con la baracca e tutto quello che può servire a svolgere alla perfezione il loro lavoro. Per cambiarmi la camera d’aria, un ragazzino che sembrava muto ci ha messo, senza scherzare, 10 minuti. Quando ha finito non ci volevo credere, non avevo capito che aveva tutto l’occorrente, già pensavo di dover chiedere ospitalità a qualcuno o di doverci proprio rinunciare.
Così mi sono rimesso a cavallo fiducioso e già stanco, dopo le 5 ore passate in un traffico di proporzioni bibliche, fino a quando non mi sono deciso a chiedere. Ho incontrato un tizio in motoretta uguale a Teo Teocoli primi anni ottanta che mi ha accompagnato all’inizio del ponte, indicandomi la via d’uscita di quel dedalo. Lì mi sono sentito un po’ sollevato: almeno si scorreva! E uscendo dalla città vedi la miriade di industrie e cantieri che hanno fatto il boom di questo paese, e ti accorgi anche di quanto è grande questa città.
Dritto verso la zona industriale, ci ho messo altre 3 ore a capire dove fosse quella stramaledetta NH17, la mia compagna di viaggio per il sud, l’autostrada Mumbaai-Goa.
Certo che con il mio trabiccolo e le strade, anche se sono autostrade nazionali, non è stata impresa facile raggiungere Murud, villaggio di pescatori (con fortezza 500m a largo, da non perdere – così dice la guida), poco più a sud (poi ho scoperto che erano 165km, sempre dalla guida perché non funzionano nè tachimetro nè contachilometri).
E finalmente il rumore del mare. Anche se non si vede nulla, chè è buio pesto e non vedo l’ora di togliermi la terra dalla faccia e procacciarmi il cibo.
O Guido, ben tornato!! Mi sto chiedendo se sei veramente tu a fare questo viaggio, o il tuo alter ego? Nel senso di identità segreta di un supereroe!!?? Comunque bravo,molto bene, al mare è tutta altra cosa. Baci e statt attend
A Guì menomale che hai scritto, mi stai a far diventare schiava del pc per seguire la tua fiction in India!!!!! cmq secondo me funzioni molto bene come narratore, sai diffondere sul monitor profumi(e puzze!) reali, colori, sensazioni….bravo!
baci dalla bubutribù
Ciao Guido, mi sei mancato. Mi piacerebbe essere la, a capire meglio com’è fatta la merda. Però la libertà si assapora meglio da soli. Vai avanti frate’!
oh finalmente!!! iniziavo a preoccuparmi….
e quindi che il mare sia…. tanti abbracci e vai pianoooooooo!!! ;)
Ha Ragione Giulia ormai la tua sta diventando una fiction!!!!
adesso che arrivi a Bollywood “ti ci si arrubbano” e diventi il dottore attore…
già ti vedo spavaldo sulla tua motoretta, che te le baci tutte….
GUIDOGOAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Ti seguo anche io..e nella follia dei miei preparativi, leggendoti, tutto sembra più facile!
Grande Guido!!!!!!!!!!!!
da quando c’è il tuo bogl ho smesso di vedere porno sul web…dottò, sei meglio di Clunei a ER!!