Si parte

Sono partito. Ok, tutt’apposto.
Certo che sapere di dover gestire questo blog è un’altra sfida. Ma che mi frega, io mi butto!

La sveglia è stata un trauma: mille cose da fare, tanta gente da salutare e pochissimo tempo, tutto da togliere al sonno, dolce sonno.
E via!
Mamma in piedi da ore con l’ansia di non rivedere più suo figlio per chi sa quanto tempo.
Mille cazzate da mettere in borsa, in un bagaglio troppo piccolo grazie alla Signora Ryanair.
E vai, verso la farmacia ad elemosinare uno stipendio quanto mai sudato.
Un quartiere che mi ha dato soddisfazioni: c’era anche il mercato, pieno di vecchiette (le mie fidanzate).
Baci, saluti e mille abbracci… Erminia, Francesca e Guerino…
E poi casa, mamma e papà che si commuovono.. Sì, vabbè, mica vado in guerra!
E poi la fretta di andare in aeroporto e il bagaglio troppo grosso e le ultime telefonate con il telefono scarico e l’ansia e via…
Sull’aereo mi sono commosso appena ha cominciato a fare retromarcia per prepararsi al decollo.
Via sulle montagne russe e le nuvole e le montagne e cercare di capire dove fossi. Il Gran Sasso sopra le nuvole e il Lago di Garda tutto piatto e sbrilluccicoso e le Alpi innevate e la Francia nuvolosa e poi ho chiuso gli occhi.
Mi sono ripreso che stavamo sulle verdi campagne inglesi.

Welcome to England!
Mi sono sentito un tordo, ho capito solo “A6”, il pullman che dovevo prendere per Victoria Station, e poi mi sono reso conto che forse era meglio cacciare altri 10pound per il treno…
Il pullman ci ha messo due ore e mezza, così, appena arrivato, beccato Dodo, sono entrato a pieno nel tran tran londinese, e via per casa di fulvio a buttare il borsone e ripartire alla volta del “02 Arena”.
Da perdere il fiato tutte quelle metro! Ma è normale qui, così si dice..
Figa l’arena, mastodontica, sembra un disco volante di quelli alla Indipendent Day e dall’interno ricorda un po’ il PalaEur, ma un po’ più grande.
Ai cancelli ho avuto la sensazione netta di non essere in grado di comunicare liberamente come vorrei. Comunque bella sensazione tutta quella gente…
Riguardo al concerto… Vabbò i Red Hot me li sarei andati a vedere a sedici anni, non li ascolto neanche più.. Poi hanno avuto un po’ di problemi con l’audio (ad essere buoni). Comunque i concerti sono sempre belli a quei livelli.
Un’oretta di metro e finalmente nella casetta tutta bianca di fulvietto…
Ora posso mettere in ordine le idee.

3 pensieri su “Si parte

  1. arrivato in india, hai preso i pidocchi ? vedi di riportarli che io e fulvio li vogliamo come regalo per natale, e poi mi sa che marianna se li aspetta per il matrimonio!!!!
    ps ma se bombay si chiama Mumbay vale lo stesso ????

    ciao dottò !

  2. Certo che vale, Dodo!!
    come Londra è diventata Brixton, per necessità linguistiche..
    la prima B che trovi è sempre valida.
    (ti mancavano i miei commenti a tutto quello che dici, eh?)

    UUU

Rispondi a antonio Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *