Sapete qual è il vero problema in india? Il traffico.
Come diceva Jonny Stecchino.
Allora… da dove iniziamo.. dalla cosa più semplice: la guida a destra, anche se devi mantenere la sinistra, e forse è meglio, perchè così ti abitui subito a stare attento a dove vai. Mantiene alta la soglia di attenzione.
2- il clacson.
Premetto che lo uso solo quando serve, a parer mio, e anche loro a parer loro: lo usano solo per confermare la loro esistenza a tutti, ma dico a tutti! Esempio: se ci sono due veicoli davanti, si suona tre volte (una per i pedoni); se ce ne sono 5, si suona 6 volte. Se ce ne sono decine e decine, come può capitare in una città medio-grande, per il numero di macchine che dispongono di un clacson, fatevi voi il conto. Sembra che qui si vinca il mondiale tutti i giorni. Mancano solo le bandiere.
3- precedenze.
Le precedenze ce l’hanno quelli che corrono di più. Gli altri gliela danno, ma.. facendogli capire che se la devono meritare: si fanno avanti piano piano, a scatti di frizione, lasciando lo spazio minimo per poter transitare, con al massimo una mosca affianco. Quindi stringete le chiappe e passate e non ci pensate neanche a non farlo perchè si scatenerebbe un tamponamento a catena e lì funziona un po’ al contrario: se uno è vittima di un tamponamento lo sgranano di mazzate, perchè interrompe il normale flusso di scatolette motorate. E’ lui l’inetto.
4- sorpassi.
Mantenere la calma e non farsi prendere dal panico. Qui si sorpassa a destra, e fin qui tutto bene, e si sorpassa in curva, anche questo può sembrare strano, ma quando a farlo sono un autobus ed un camion con in arrivo dall’altra parte un altro camion, allora dici “mi fermo e mi gusto il frontale”…e invece no! ci sono passati tutti e tre, ed è normale, basta suonare il clacson all’impazzata e ti si aprono milioni di porte.
5- i cartelli in lingua.
E qua vi voglio. In india, dopo l’indipendenza dal Regno Unito, hanno deciso che piano piano avrebbero sostituito la lingua comune dall’inglese all’hindi e quindi i cartelli più nuovi sono rigorosamente in lingua. E non usano neanche i numeri romani e così sono destinato a fermarmi ad ogni incrocio e chiedere dove sono e dove devo andare per dove devo andare.
6- le distanze.
Sì, sono in chilometri, ma sarebbe meglio quantificare le distanze in giorni di cammino, perchè molte strade, se le fai a passo d’uomo evitando le buche piu profonde, è una fortuna. A piedi è meglio, fai prima e non rischi di cadere. La media più ottimistica che riesci a tenere in autostrada è di 40km/ora, in altre 10km/ora, ed io per fortuna o per sfortuna, non ho nè tachimetro nè contachilometri. Ora immaginatevi una tappa da 200km.
7- la cartina.
E che la potevo chiedere a qualcuno? Aspettare di farla arrivare in cartoleria? No. Me la sono fatta io, da Google Map, ciecandomi tutto un pomeriggio, ritagliando e riattaccando pezzi di strade..
E secondo me avevo fatto un lavoro certosino, quasi quasi me la sarei rivenduta alla Feltrinelli (dato che non ce l’ha), invece, sul campo, è minuscola: per fare un centimetro ci metto anche ore e le scritte sono ancor più microscopiche!
8- le vacche.
D’accordo, sono sacre, ma quanto rompono i coglioni?! Stanno da tutte le parti e ti sbucano dalle fratte quando meno te le aspetti, con la loro calma tutta indiana. Vedi se nel texas o in maremma stanno cosi baldanzose, padrone della strada. Spesso le vedi a fare da spartitraffico in autostrada, tranquille come se la linea bianca fosse la loro corsia, o in fila di sbieco, costringendo tutti a zig zag pazzeschi.
9- le apette.
Erano quasi un ricordo, qui sono un incubo. Sono più delle vacche, ma in più hanno il clacson e sembrano autoscontri. Sono guidate da tassisti e sono gialle e nere, come l’ape maia, rimpinzate fino all’inverosimile di gente che, se ne schiacci una, fai una strage e non vi dico quello che riescono a fare nel traffico.
10- i pulman rossi.
Paura. Tremo quando li vedo nei retrovisori! Avete presente, in Duel, il camion rosso che non lasciava tregua al povero viaggiatore malcapitato? Se no, vedetevelo e capirete la mia ansia.
Li vedi che sono lontani, continui ad andar dritto, ti rigiri e la sagoma si avvicina, tu superi il tuo bel camion e pensi questo lo rallenta e lui no, se lo mangia in un sol boccone, con sorpassi che ti viene voglia di fermarti, toglierti il casco e gridare “basta voglio la mamma!”
E quando ti si fanno sotto, non hai più speranze, si giocano anche la carta “io sono il piu grosso e se mi caschi davanti me te magno”, così, ricordandoti che sei in vacanza e che vuoi tornare senza troppe cicatrici, abbandoni il passo.
Insomma vanno come matti, corrono che non gli stai dietro, eppure la mia cazzo di motoretta cammina! Non so quanto, ma cammina, che quando mi abbendo non riesco a tenere gli occhi aperti..
11- il panorama.
Spettacolare: i verdi delle foreste, i gialli dei campi appena raccolti, gli azzurri del cielo.. Ma per godertelo rischi la vita in continuazione e solo quando sei sicuro ti puoi permettere una sbirciatina. E poi, quando è irresistibile, diventa più pericoloso di tutto quello che vi ho raccontato fin’ora, così la mia tabella di marcia va a farsi fottere e mi fermo.
12- le vacche-nere-di-notte.
Mi avevano avvertito: di notte sta attento alle vacche nere che non le vedi proprio!
Ed invece io l’ho vista proprio bene e molto da vicino, a dieci centimetri dalla mia ruota anteriore, col suo occhione sornione come a dirmi “e mo che vuoi? i so sacr e mene sto dove mi pare”. E’ giusto, sono io che devo stare attento! E menomale che di notte vado piano e solo perchè mi si è fatto tardi.. Quel consiglio comunque mi è stato abbastanza utile: tamponare un muccone non so quanto sia salutare e poi tutte le ripercussioni religiose, qua come minimo o mi danno l’ergastolo o mi evirano e mi mettono in harem di qualche maraja. Non so cosa è peggio.
Ciao cugino! bravo! non ti fermare e continua a scrivere che qui ci stiamo divertendo …però sistema le date che pare di stare nel film “Memento”! …non si capisce più l’ordine cronologico ;-)
Guiiii metti qualche foto delle strade pazze e soprattutto una foto della mitica cartina fatta a mano!!
ps: le date mi sa che sono giuste, si riferiscono al giorno in cui ha scritto (e non aveva connessione ad internet per pubblicare sul blog). “Fonti ben informate” narrano infatti che sia già da tutt’altra parte :)
il viaggio prosegue…
b.
Ah! ok! pensavo si dimenticasse di aggiornarle, come non detto. Grazie della delucidazione.
Interessanti quelle vacche….ho appurato che in India la sacralità dei bovini è strettamente connessa con la dottrina della reincarnazione… che mi mandi foto delle rompi coglioni??
A Guivo ‘ndo vai..?? Ti seguo sempre.. Vai Vinci e torna!!! Il tuo “karma” è qui…!!!
Grande Guillo!!!!!!!! Che nostalgia leggere i tuoi racconti: l’India in moto è esattamente come la descrivi. E al ritorno, quando troverai un attimo per pensarci, ti mancherà tantissimo, anche se ora ti sembra una follia. Continua così che ti seguiamo ogni giorno. Sei il numero 1!!!
PS: nel freezer di casa di Luigi a Brick Lane abbiamo trovato un micropesce rosso surgelato…brrrrrrrrrr
sushi
Dottorì sei una scoperta fantastica…continua così che io ti leggo!!! un bacio e vai piano!!! :)))