Benuvenuto nell’industria dello sfruttamento del punkabbestia!
Tutto costruito intorno a loro: il punkettone con il cane e la zingarella con la gonna lunga. E li vedi poi sdraiati sui lettini bianchi di legno a ordinare l’astice e invece io sul mio telino Decathlon a bere la birra.
Le bancarelle: solo qui si vedono i tipici colori sbiaditi che, più o meno per tutti, rappresentano nell’immaginario i colori dei frikkettoni anni ‘60.
L’om, presente ovunque, ripetuto all’infinito, come lo si vuole, nei vestiti morbidi larghi che trovi in un qualsiasi mercatino etnico in Europa.
E varie cinesate di ancor più bassa qualità.
Una cifra di pensionati con i baffi da Easy Rider, che scorazzano su ste motorette anni ’50, che so pure fighe a vede’.
E poi il businnes dell’industria del turismo.
E diamogli quello che vogliono! Tutti locali uguali.
Qua gli indiani sono più svelti, meno legati alla tradizione; qua le posate, rigorosamente in latta, te le servono e ho visto che le usano pure.
Diverso da tutto quello che ho visto fin ora: qui l’India non c’è.
Io mi sto rifocillando (trovare una colazione dolce è ancora un’impresa da intraprendere altrove…). Mitici pancake con la banana! Mi sono buttato sulla frutta: alla fine più o meno sai cosa mangi, la sbucci e ti fidi di Madre Natura.
Dopo giorni di servizi facili, comodi, alla portata di tutti, mi sa che è ora di sloggiare anche da qui.
Boh, mi sono preso una vacanza dalla vacanza, anche se non era il posto che mi aspettavo: non so, nella mia testa mi immagino ancora il villaggetto, tutti nudi con i pendagli al vento, che se ne vanno leggiadri inseguendo ste belle tettone con i capelli tipo babyshampoojhonson, con i riflessi del tramonto in trasparenza..
Invece una sagoma all’orizzonte: una mucca che caga e ti fa ritornare con i piedi per terra…
No Guido, niente di tutto ciò: quelle stavano a Woodstock, mi sa che ti sei sbagliato, qua ci stanno le vacche.
Qui mare, stabilimenti, locali, gente da tutto il mondo, cosa vuoi di più?
Sì, tutto bellissimo. Ma anche un po’ già detto. Già fatto.
Io cerco qualcosa che non ho mai visto, qualcosa di nuovo. Mi avessero stupito con una bella festa sulla spiaggia fino al mattino…
Magari tutti nudi.
Stavo per abbandonarlo sto Goa e la moto che fa? Non parte. Provo fino allo sfinimento fisico e psichico, ma lei ha deciso di rimanere qui. Ad Anjuna.
L’ho portata in piazza, ci hanno messo un quarto d’ora a farmi fesso….e mi hanno stressato così tanto che dargliela è stato un sollievo.
Ed è andata anche meglio tutto sommato. Io la volevo buttare in una risaia, ma se non si accende come ce la porto in una risaia? Ho dovuto accettare l’offerta a malincuore (non è vero, non vedevo l’ora) e dare la svolta a questo viaggio. Andiamo a prendere uno di quei famigerati pullman rossi. Andiamo alla capitale.
Panjim.
Ciao Guido!!! ma ti rendi conto? da quella nottata in cui hai fatto la chiusura con noi poi non ti sei fatto più vedere…ci stavamo chiedendo dove fossi! ed ecco che DODO ci manda su sto blog…sei un grande! Stefano inventerà un cocktail per il tuo ritorno…naturalmente si chiamerà Guido Jump!!!!
eh Guido w l’ Italia, nonostante tutto… forse Calcutta? Chissà , fammi sapè notizie ciao …
Nooooo senza la moto nooooooo!!!!!!!!!!!Guido con il pullman è come Colombo con il pedalò!!!!!!!!!!!