Ma come…

Ma come si esce da Goa?

Ci sto provando ma non ci riesco!
Avendo cambiato mezzo di locomozione, mi trovo solo ora a combattere con la scellerata burocrazia che è dietro un biglietto del treno.
Già la prima esperienza in autobus mi ha fatto capire quanto sia io il tordo: volevo andare a Panjim e invece sono andato a Margao, che poi, guarda caso, è da dove parte il treno che devo prendere io. E tra l’altro è pieno di spiaggette.

Vai dritto, al secondo piano della stazione, allo Sportello  ‘Stranieri, vecchi veterani, militari, e disabili’, e pensi: “Ah, qua ti danno una mano.”
E menomale… Ho dovuto fare una fila per avere accesso allo sportello, per poi essere mandato allo Sportello Modulistica. Altra fila, per poi ritornare dal tizio che mi fa brutto perchè il modulo non è compilato, e dice che devo compilarlo allo Sportello Prenotazioni, per sapere che treno è.
Sarà fatta! Basta tornare ed è fatta, ho la prenotazione…
No! manca l’indirizzo di residenza in India, e non posso che continuare a dare indirizzi folli, di hotel che nemmeno esistono. E scrivi l’indirizzo.
E mo che vuoi sapere ancora?

Sono uscito dalla stazione dopo un’ora, il tipo dell’apetta che mi aspettava si era addormentato, ma con un biglietto e una nuova meta: Hospet junction, dove c’è il sito archeologico di Hampi ed è proprio sulla strada per Golconda.
Ora devo solo aspettare domenica, tra mare e Old Goa, là da dove parte tutta la differenza con il resto dell’India, il primo insediamento di avamposti portoghesi sulle rotte orientali.

Intanto, guarda caso San Francisco Xavier, patrono di tutto il Goa e dei cristiani in India, classico pretacchione convertitore, si festeggia il primo sabato di Dicembre…
E’ tipo la Festa della Madonna: al posto della porchetta salsiccette piccole piccole ma con l’inferno dentro, la chiesa con la fila da Giubileo e ‘na cifra di bancarelle, da tutte le parti, ma con delle cose indicibili, già rotte! Tu le compri e puoi tranquillamente buttarle, arte tra le intraprese meglio negli ultimi anni.
Mi sono comprato un coltellino svizzerissimo: è completamente fatto di latta, le lame si piegano con le dita.
Che sòla!

Non rimane che godermi l’ultimo tramonto sull’oceano.

3 pensieri su “Ma come…

  1. Mi pare che non sia la prima volta che prendi l’autobus sbagliato, il biglietto dell’aereo sbagliato..
    a quanto pare però la direzione è sempre quella giusta!
    sempre…per caso!!

    :*
    b.

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