Perso tra le rovine di chi sa quale civiltà scomparsa nel tempo, in un paesaggio lunare fatto di polvere e massoni giganti che chissà quante ne hanno viste.
Uhh quanto è in alto. Chissà che vista! La Matanga hill. È da stamattina che mi sorveglia dall’alto. Fammi vedere sti altri due ruderi e poi si sale.
Eh, ma chi sbuca dalle rovine? Aridaje.. Tre ragazzini, i soliti tre ragazzini, sempre in tre. Mi proporranno il giro dell’Achutaraya camminando scalzi all’indietro? Potrei anche accettarli, che ne so, con buona compagnia. E invece no, riniziamo con la solita tiritera:
…Where you come from? E io: Italia. E loro “mmh”, come al solito. E sì, perchè ogni volta che dici che sei italiano, rispondono tutti così. Come a dire: “ah! sei italiano? mo te lo vendo io il Taj Mahal!”
Saliamo insieme? “E no, che palla, le solite guide del cavolo, avete proprio rotto i coglioni”… “No! Mi voglio vedere prima questo tempio, voglio salirci tra una mezz’oretta, mo non c’ho voglia. Poi per il tramonto ci vogliono più di due ore e poi voglio stare da solo, e andate a cagare, bye bye”.
E mi allontano mettendo le cuffie. Ma, mentre si riattiva il congegno musicale, cosa odono le mie orecchie?
“Ok! we wait!……ehh?”
Non ci potevo credere.. Ho contato tutti i mattoni del Circo Massimo, c’ho parlato, uno ad uno, del più e del meno, della famiglia e dei vicini, argomento delicato quest’ultimo, arrivo alle scalette e me li ritrovo, come i Bravi.
E che voi fa? Andiamo!
E mentre salgo, sale pure l’ansia. Appena li perdi di vista, pensi chissà quale tipo di imboscata ti aspetterà: una caduta massi o una rete per tigri o la classica mazzoccata dietro alla nuca. E mi vedo già al risveglio senza un rene. E sento uno che fa all’altro: “Camera camera!” E vai, a quello dò la macchinetta fotografica, all’altro i soldi e al terzo che gli dò? Sto ca…
Mo li frego io, gli faccio qualche mossa di Okuto! Arrivati alla cima inizio a fa il passo del giaguaro.. sono l’uomo ombra!
Loro entrano tranquillamente, scomparendo nelle camere del tempietto. Provo a seguirli nelle stanze, quando me li ritrovo davanti: ecco, è arrivato il momento. Ma non si dovrebbe dilatare il tempo in modo da rivedere tutta la vita scorrere davanti agli occhi?
Gli occhi di chi va nelle case abbandonate, nelle case stregate, aspettandosi la scoperta di chissà quale reliquia… L’ho riconosciuto quello sguardo, le serate più belle.
Esplodono con uno “yeah!” di gruppo. Saltano sul tetto e non li sento più. Salgo piano piano pure io e li vedo seduti attorno ad una coppia di ragazzi che si vedeva che stava lì da chissà quanto: lei con la testa sulle gambe di lui, e lui tranquillo, sereno e beato, intento al sacro rito del ‘tubbonealtramontosopraltempiosennòchecisonovenutoafarequainIndia’.
E uno dei tre ragazzi con gli occhi sbarrati di chi vuole sapere, fa: Where you come from?
Mi sono presentato, seduto e detto: Ecco che sono venuto a fare in india!

A Gui’…… ma quando diventi illuminato? Aspetto con ansia! Nel frattempo, buona ricerca.
ai rapinatori avresti potuto consegnare la carta di credito scaduta.
Potresti farci capire meglio il posto che giustifica il tuo salto in India.
caro forse ho un pò di sonno che non c’ho capito tanto… siccome ti voglio seguire ad hoc domani lo rileggo.. buona notte
Non dimenticare il … ‘tubbonealtramontosopraltempiosennòchecisonovenutoafarequainIndia’.
E bravo guido….Figo il blog .) fa tesoro di ogni momento di questo tuo incredibile viaggio..ti abbraccio
quanto tempo ci vuole per scendere dal tempio; quasi come scendere dal pero.
penso e confido che ormai la risposta l’avrai ottenuta….sono passati tanti giorni. Ndò ti trovi ora?? ciao